E’ stata da poco resa pubblica la seconda parte del report della FRA (Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali), sulle discriminazioni e omofobia nei vari paesi dell’Unione Europea.
La prima parte, già pubblicata nel giugno del 2008, riguardava gli aspetti legali. La seconda invece la situazione sociale.
Prima di dare qualche dato italiano, due parole per spiegare alcune delle situazioni in cui possono trovarsi nella loro vita le persone omosessuali. E ancora di più le persone transgender.
Sin dalla scuola le parole poco gentili utilizzate nei confronti di gay e lesbiche li spingono a rimanere invisibili. Spesso fanno esperienza di molestie e discriminazioni sul posto di lavoro; in molti paesi i/le loro partner non sono legalmente riconosciuti; raramente ci sono esempi positivi di rappresentazioni LGBT nei media; quando hanno bisogno di trattamenti per se stessi o i/le loro partner esitano a rivelarsi in situazioni in cui l‘eterosessualità è una garanzia; quando vanno in pensione è raro che siano comprese le loro necessità.
E se chiedono lo stato di rifugiati perchè nei loro paesi sono perseguitati (rischiando anche la morte) per il loro orientamento sessuale o identità di genere, spesso non sono creduti o semplicemente rifiutati.
L’invisibilità non è una scelta. E’ una strategia di sopravvivenza per evitare di essere espost* alla discriminazione, alla violenza verbale e fisica, alle molestie o abusi.
In ambito psicologico (e non solo) troppo spesso si assiste a situazioni allucinanti:
- Psicologi o medici o psicoterapeuti che non conoscono neanche la differenza tra identità di genere e orientamento sessuale.
- Medici, meglio ancora se ginecologi, che danno per scontanto l’eterosessualità dei/lle loro pazienti.
- Psicologi, medici, psicoterapeuti, ecc… che si rivolgono al maschile anche se davanti a loro c’è un fior di donna truccata, vestita e spesso più bella di donne biologiche.
- Giornalisti che come sopra continuano a scrivere il trans parlando di Patrizia o Laura o Stefania o Katia. E non sanno ovviamente che cos’è un FtM…
In Italia le discriminazioni e l’omofobia regnano sovrane. Ricorderete sicuramente il deciso NO della Chiesa Cattolica, seguita dal governo italiano di aderire alla proposta francese all’ONU di depenalizzare l’omosessualità nel mondo. E la simpatica frase della senatrice Binetti in merito all’introduzione del reato di omofobia nel pacchetto sicurezza che fu la base per la caduta del governo Prodi. O ancora le splendide osservazioni del ministro Carfagna sulla “sterilità costituzionale dei gay“, salvo tentare un recupero in corner affermando di “avere amici gay“.
Ecco, come dice Vittorio Lingiardi nella prefazione del libro “Buoni genitori” di Chiara Lalli: “Non serve dire: <Ho tanti amici gay>. Serve vivere in uno Stato capace di offrire a tutti i cittadini le stesse opportunità, gli stessi diritti.”
Vuoi leggere e scaricare l’intero report? (E’ in inglese). Lo trovi qui.
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