Finalmente trovata la cura per il lesbismo! E non solo…
Non solo sarà possibile curare il lesbismo, ma addirittura prevenirlo. E’ quello che ha affermato l’endocrinologa pediatrica Maria New, dopo aver utilizzato per anni una sostanza chiamata dexamethasone.

Photo credit: Flickr.com
In realtà è già dal febbraio 2008 che lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista Archives for Sexual Behavior, ma solo qualche settimana fa alcuni siti hanno fatto rimbalzare la notizia. Utilizzato prevalentemente nei casi di iperplasia congenita adrenale (CAH) pare che possa avere una notevole influenza sull’orientamento sessuale omo e bi dei feti di sesso femminile con CAH.
L’assunzione durante la gravidanza di questa sostanza impedirebbe anche lo sviluppo di comportamenti poco “eterosessuali” tipici in situazioni di CAH: basso desiderio di sposarsi e scarso interesse nel giocare con le bambole (“a mamma e figlia”), nel prendersi cura dei neonati, nel sognare ad occhi aperti o fantasticare sulla gravidanza e la maternità. Tutte cose che è risaputo non appartengono alle lesbiche, ma solo alle donne eterosessuali
Ora, al di là delle possibili implicazioni dell’idea del “gene gay”, è semplicemente assurdo pensare, a mio avviso, che la medicina possa o debba intervenire sull’orientamento sessuale di qualcun*, così come assurdo sarebbe ipotizzare una medicina per la stupidità o l’arroganza.
E tu che ne pensi?
_____________________________________________________________________________________________________________________
VUOI SAPERE COSA SONO I FEED?
Clicca qui!
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
CORSO ON LINE LINEE GUIDA APA
Compralo adesso! Che aspetti?
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _














Questo post ha 13 commenti
maggio 6th, 2011
http://www.psicologiagay.com is full of interesting posts!
dicembre 24th, 2010
Il semble que vous soyez un expert dans ce domaine, vos remarques sont tres interessantes, merci.
- Daniel
agosto 31st, 2010
Chiedevo, lo scopo è quello di evitare che le bambine nascano con genitali ambigui? I genitali “ambigui” necessitano sempre di “ricostruzione” chirurgica?
Certamente non è etico influenzare un orientamento sessuale, ma è etico “prevenire” genitali ambigui?
agosto 31st, 2010
essere una femmina con ovaie e ciclo, ma genitali esterni che possono arrivare al punto da “mimare” perfettamente il sesso maschile potrebbe creare qualche scompenso psicologico, non pensi?
settembre 1st, 2010
Anonimo: è relativo. Qualunque cosa può creare “scompensi” psicologici. Anche l’essere omosessuali in una società fortemente eterosessista che non ti lascia respirare. Anche essere bassi e sovrappeso in una città con sole vetrine anoressiche.
Spesso il problema non è il “cosa”, ma il “come”.
Alle mie domande, quindi, mi viene da aggiungerne un’altra: se non si tratta di “femmine con ovaio e ciclo”, ma di soggetti più “ambigui” dentro e fuori, a causa di un altro tipo di intersessualità, la musica cambia?
agosto 24th, 2010
QUALSIASI CURA PER IL LESBISMO O L’OMOSESSUALITA’ SAREBBE SEMPRE BENE ACCETTA.
agosto 26th, 2010
Peccato che non ne esistano!
E purtroppo neanche per ignoranza e stupidità.
luglio 30th, 2010
Ne deduciamo che somministrare androgeni a bambine molto piccole può influenzare il loro orientamento sessuale.
Eticamente questo è corretto? Lo chiedo a te Antonella e a chi legge. Mi piacerebbe sentire altri commenti su questo e ti ringrazio per aver corretto quanto affermato dall’articolo.
Per quanto riguarda medici che pretendono di curare l’omosessualità ce ne sono a bizzeffe purtroppo…
luglio 30th, 2010
E’ eticamente corretto somministrare dexametasone (uno steroide antiinfiammatorio, NON un androgeno)a donne gravide portatrici di feti femmine CAH perchè lo scopo è quello di evitare che le bambine nascano con genitali ambigui che necessiterebbero di risostruzione chirurgica dopo la nascita, e che andrebbero incontro a pseudopubertà precoce e bassa statura.
Non sarebbe etico, ovviamente, farlo per influenzare il loro orientamento sessuale.
Viceversa non dare il farmaco per non influenzare l’orientamento sessuale delle bambine al prezzo di doverle poi operare una volta nate sarebbe una follia.
Non so se mi sono spiegata
Per quanto riguarda i medici che pretendono di curare farmacologicamente l’omosessualità se ci sono (ammetto di ignorare la questione) non posssono certo andare in giro a sbandierarlo al mondo scientifico (cioè non potrebbero pubblicare le loro ricerche).
luglio 29th, 2010
Non è una montatura, forse come scrivi tu un “misunderstanding” mediatico. L’articolo ha preso spunto dall’originale pubblicato a febbraio 2010 e da altri commenti su siti anglofani. Di fatto la possibilità di condizionare comportamenti legati all’orientamento sessuale mediante l’assunzione di farmaci è decisamente discutibile.
luglio 30th, 2010
Ho sentito anche io la notizia che è rimbalzata nelle scorse settimane. La cosa mi è sembrata talmente assurda (strano che un’ endocrinologa faccia affermazioni del genere – un farmaco per evitare di far nascere lesbiche!?!) che mi sono scaricata il “paper” in questione e gli ho dato un’occhiata.
Insisto che è scorretto dire che la dott.ssa New abbia suggerito di utilizzare il dexametasone per previene il lesbismo. Il farmaco viene usato da parecchi anni oramai per prevenire la mascolinizzazione dei genitali esterni in feti femminili affetti da iperplasia congenita dei surreni (CAH), che espone il feto a livelli anomali di androgeni. La dott.ssa New ha dimostrato semplicemenete che tra le femmine CAH la frequenza di omosessualità e bisessualità è maggiore che tra le femmine non affette da questa patologia. Il farmaco viene somministrato per evitare alle bambine che nascono con genitali ambigui una operazione chirurgica, non certo per evitare che diventino lesbiche (semmai questo è un “effetto collaterale”). Ad oggi, quindi, nessun medico ci sta proponendo la “cura” dell’omosessualità. Ecco, per questo credo ci troviamo di fronte all’ennesima storpiatura di notizie provenienti dal mondo scientifico.
luglio 28th, 2010
Posso solo esprimere la mia indignazione per l’assurdità e l’infondatezza scientifica di certe pratiche pseudo-professionali.
Parlare del lesbismo come di un orientamentgo malato, da correggere e/o reprimere è solo frutto di un’ideologia ben assimilabile agli orrori nazisti.
Non credo che i soggetti che originano determinati studi o esperimenti, possano essere considerati appartenenti alla categoria della scienza, della psiclogia e della medicina.
Dipendesse da me, manderei certa gente a zappare la terra.
luglio 29th, 2010
la dottoressa in questione non ha mai fatto affermazioni simili. Si tratta dell’ennesima montatura o “misunderstanding” mediatico.
Trackbacks