Pedofilia = Omosessualità : Chiesa = ?

 

Ho preferito aspettare un pò prima di scrivere qualcosa sulla cosidetta equazione Bertone. Lo faccio ora, dopo il mio intervento a Rai News24 proprio su questo tema (se hai perso la puntata puoi rivederla qui).

Due parole sui concetti di pedofilia e omosessualità, altre due sulle reazioni della comunità scientifica di psicologi e psichiatri chiamati in causa dal Cardinale.

Pedofilia

L’omosessualità è una variante normale, naturale, dell’orientamento sessuale. Ipotizzando, insieme a Kinsey, un continuum i cui estremi sono da una parte esclusivamente eterosessuale e dall’altra esclusivamente omosessuale, nella parte centrale troviamo le varie sfumature.

E come spiego meglio nel mio e-book gratuito varie sono le componenti dell’orientamento sessuale e non sempre coincidono. Le possibilità quindi sono diverse. Ma ricordiamo le persone omosessuali sono ADULTI che provano attrazione per ADULTTI dello stesso sesso.

La pedofilia, al contrario, è una parafilia, cioè una situazione in cui oggetto del proprio desiderio sessuale è un* bambin* pre-pubere (al di sotto dei 13 anni). Tale attrazione deve suscitare disagio  e rendere difficoltosa la vita relazionale. Nota bene: ci sono pedofili attratti da maschi, altri attratti da femmine, altri da entrambi.

Come puoi notare quindi, l’orientamento sessuale, non c’entra nulla.

Chiarito questo punto vorrei farti notare che in Italia solo 3 realtà in ambito psicologico/psichiatrico hanno sconfermato ufficialmente la presunta scientificità di quanto affermato dal card. Bertone.

In primis il prof. Tonino Cantelmi dell’Associazione Italiana Psicologi e Psicoterapeuti Cattolici, seguito dal prof. Roberto Cubelli dell’Associazionen Italiana di Psicologia. Terzo la dott.ssa Marialori Zaccaria, presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio, su mia sollecitazione via email (e spero di moltissimi altri colleghi).

Meglio pochi che niente, no?
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5 Responses to “Pedofilia = Omosessualità : Chiesa = ?”

  1. 3 gennaio 2011 at 06:26 #

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  2. 31 maggio 2010 at 10:12 #

    Dopo 38 anni ecco che riesce, grazie a Youtube, il primo disco di lotta gay in Italia:

    http://www.youtube.com/watch?v=9rkDYgr5C9E
    http://www.youtube.com/watch?v=ulp3VrPwM7I&feature=related

    Peter Boom, nato nel 1936 a Bloemendaal (Olanda) e residente in Italia dal 1956 ha scoperto la sua omosessualità all’età di 23 anni e pochi mesi dopo l’ha dichiarato in famiglia (1959).
    Ha partecipato a riunioni del FUORI a Torino (1971) e anche alla prima manifestazione gay in Italia ( 5 – 6 aprile 1972), nata per contestare un congresso di sessuologìa a San Remo. Il 1 maggio 1972 partecipa al primo raduno omosessuale a Roma a Campo de’ Fiori. In quello stesso anno una piccola casa discografica fa uscire il primo disco di lotta gay in Italia con le canzoni FUORI e LUI AMA LUI (Lei ama lei), un 45-giri registrato alla Sonic (RM): Peter può registrare i brani una sola volta a causa della paura del titolare dello studio che temeva carabinieri, ritorsioni, etc.
    Erano davvero altri tempi!
    Il disco ancora senza copertina veniva sequestrato a causa dell’etichetta “Ciao 2001″, che era anche il nome di una nota rivista per giovani, la quale bloccò l’uscita non volendo compromettere il buon nome del periodico.
    La carriera di cantante di colonne sonore (dischi, cinema, serate) di Peter venne di colpo bloccata.
    Un cantante apertamente gay non poteva ancora venir accettato dalla società italiana.

    http://digilander.iol.it/pboom
    http://www.pansexuality.it

    note:
    Non si sa chi ha pubblicato su Youtube le canzoni.
    Sono state anche pubblicate canzoni di un omonimo di Peter Boom, cantante di canzonette popolari tedesche, olandese come lui, ma residente in Germania.

  3. 27 maggio 2010 at 17:31 #

    PEDOFILIA …. da studiare
    di Peter Boom

    La pedofilia è argomento oggi molto dibattuto a causa delle migliaia di casi finalmente usciti fuori nell’ambiente dei preti cattolici, uno scandalo con l’aggravante che proprio loro si vantano di essere i veri detentori di una “alta moralità”. La politica di repressione sessuale attuata dalla gerarchia del Vaticano ha avuto come risultato che i casi di pedofilia rimanevano per la maggior parte nascosti, quindi impuniti, rendendo così ulteriormente penosi i traumi subiti dalle piccole vittime.
    Proprio a causa di questa repressione la maggior parte delle vittime ha paura di sporgere denuncia per non esporsi a vergogne culturalmente imposte. Le vittime del passato dovrebbero invece avere la forza morale di parlare e di denunciare i loro carnefici proprio per impedire che altri innocenti cadano vittime a loro volta.
    La pedofilia non è ancora studiata a fondo nei suoi molteplici aspetti, studi difficilmente sponsorizzati da industrie farmaceutiche non essendoci un proficuo tornaconto come esiste invece per anti-influenzali, viagra, etc.
    L’età legale dei minorenni non è fissata in modo uguale in tutti i paesi, non sono stati sufficientemente presi sotto la lente i diversi tipi di pedofilia ( età diversa, con o senza violenza, con o senza danni fisici, rapporti cercati dai minori, nei riti di iniziazione, nella storia, nell’antropologia, quelli a causa di segregazione ed isolamento, prigionia, risultanti da traumi pregressi, etc.).

    Come autore della Teoria e della Filosofia della Pansessualità ( http://www.pansexuality.it ) ho sempre considerato che gli esseri umani in principio portano dentro di sé tutte le opzioni sessuali comprese quelle pedofile.
    Naturalmente le possibilità nocive della nostra sessualità devono venir evitate, soprattutto quelle violente e/o senza consenso, come si riscontra spesso nei confronti di minori. Inoltre un minore d’età il più delle volte non è ancora capace di discernere cosa sia dannoso o no e di dare il proprio consenso o meno.
    Più problematica si presenta la situazione di bambini poveri, subnormali, handicappati, come quelli sordomuti violentati sistematicamente in un istituto religioso nel nord Italia.

    Ho sempre pensato che la pedofilia abbia attinenza con la necrofilia in quanto né i bambini né quantomeno i morti si possono difendere e si trovano alla mercé di persone che spesso presentano problemi di comunicazione con gli altri.

    L’opinione che un atto sessuale su un minore non procuri un trauma o soltanto un leggero stato di confusione sembra del tutto fuorviante. Forse questo potrebbe essere vero al limite soltanto nel caso di bambini più grandi quando sono loro a cercare le prime esperienze sessuali. Una spinta sessuale che sarebbe bene seguire senza imporre troppe regole, soprattutto religiose (sensi di colpa), che potrebbero condizionare negativamente e far insorgere conseguenti complessi psicologici.

    Voglio citare qui nove punti del lavoro di Ellen P.Lacter, psicologa americana da 24 anni specializzata nel trattamento di minori abusati e maggiorenni abusati quando erano minorenni (recentemente pubblicato sul sito del professor Erwin J. Haeberle, Humboldt University-Berlino, http://www.hu-berlin.de/sexology sotto il titolo “Is pedophilia ever acceptable?” (Wayne R.Dynes).
    La psicologa Lacter ha riscontrato nei piccoli pazienti i seguenti disturbi e problemi:
    (liberamente tradotto dall’inglese)
    1)Dolore fisco, qualche volta fortissimo.
    2)Un vero disgusto per gli atti sessuali, per la presenza di genitali e delle emissioni.
    3)Paura nei casi di violenza estrema, difficoltà respiratorie, conati di vomito, sensazione di soffocamento.
    4)Paura conseguente a minacce alla propria persona, verso le persone amate, verso gli animali prediletti (pet) e altre persone e cose care allo scopo di assicurarsi sottomissione e per contrastare l’ansia di venire scoperta-o.
    5)Il terrore basato sul fatto che la persona che abusa non lasci alcuna possibilità di scampo e che non tenga conto delle proteste di finirla.
    6)Paura, vergogna e senso di colpa, basate sulla consapevolezza che le parti private del corpo dovrebbero rimanere coperte, la comprensione che il pedofilo o la pedofila fa di tutto per nascondere l’abuso, convincendo, certe volte con ulteriore violenza, il bambino o la bambina che questi atti sono dannosi e moralmente sbagliati e che deve tenerli segreti.
    7)Tradimento e dolore nei casi di abuso da parte di persone amate che esigono atti dannosi ed immorali, in molti casi rafforzato dal fatto che i familiari ne sono a conoscenza e permettono che l’abuso continui.
    8)Sensi di colpa e di vergogna per l’incapacità di scappare e di difendersi fisicamente dall’assalitore.
    9)L’idea di essere complice a causa dell’accettazione di regali o privilegi speciali da parte dell’abusatore.

    La psicologa americana ha con questo enumerato problemi che per la maggior parte incidono sulle vittime vita natural durante.

    La violenza sessuale può creare inoltre conseguenze come ansia, pianto, insicurezza, rabbia, insonnia, incubi, fissazioni, paranoia, nevrosi varie, scatti di nervi, desideri di vendetta, comportamenti asociali, problemi di apprendimento, droga, alcool, autolesionismo, aggressività, ed altresì danni fisici, inclusi lacerazioni di organi interni, malattie sessuali, gravidanza, suicidio ed in alcuni casi morte.
    Un altro fenomeno da non sottovalutare è la rimozione psicologica che può arrivare fino alla negazione dei fatti avvenuti perfino a sé stesso.

    Spesso anche le famiglie, qualora sono a conoscenza dei fatti, preferiscono non parlarne e cercano addirittura di tacitare le piccole vittime. Ogni psicologo sa che la prima condizione per liberarsi di un trauma è di parlarne.

    Viene ancora da chiedersi se la pedofilia dev’essere punibile qualora non violenta e col consenso per esempio per un’età che va dai 14 ai 16 anni.
    Un rapporto sessuale di una o un diciottenne che va con un quindicenne dev’essere considerato un reato?
    Quando non c’è il consenso o nei casi di violenza sussiste in ogni caso il reato, prendendo in considerazione se viene attuato con o senza penetrazione, con o senza danni fisici e/o psichici.
    I danni psichici non sono facili da valutare e possono uscir fuori anche dopo molto tempo.
    Spero che questo mio articolo serva per approfondire l’argomento e per togliere il vizio di nascondere questo grave peccato.

    Copyleft – da pubblicare liberamente
    Peter Boom
    http://www.pansexuality.it

  4. 13 maggio 2010 at 07:10 #

    Great article . Will definitely apply it to my website

  5. 12 maggio 2010 at 22:23 #

    Mettere l’omosessualità sullo stesso piano della pedofilia è vergognoso e ridicolo. Allo stesso modo si potrebbe equiparare l’eterosessualità alla pedofilia.
    C’è ancora chi dice che un omosessuale non può fare il maestro di scuola dimenticando che allora anche un eterosessuale non potrebbe fare il medesimo mestiere ( si papperebbe tutte le bambine). Il cardinale e certi politici dovrebbero farsi psicanalizzare.
    Peter Boom
    http://www.pansexuality.it

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