Un nuovo studio pubblicato recentemente sul Journal of Communication sottolinea quanto sia difficile parlare di sesso sicuro nelle comunità transgender.
Lo studio del dottor Kosenko parte da un’osservazione piuttosto allarmante: mentre nella popolazione non trans americana la percentuale di incidenza del virus dell’HIV è inferiore all’1%, nella comunità trans raggiunge addirittura il 60%.

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Basandosi su questa enorme differenza Kosenko, come molti altri ricercatori e professionisti della salute, ritiene fondamentale trovare una strategia che aiuti le persone transessuali a migliorare la comunicazione relativa a come praticare sesso sicuro.
In particolare Kosenko ritiene che si debba partire dall’individuare il modo in cui le persone transessuali parlano di sesso, in modo tale da essere sicuri che i tentativi di comunicazione finalizzati ad incrementare l’adozione di pratiche per il sesso sicuro siano realmente efficaci.
In generale le ricerche relative alla comunicazione su tematiche sessuali si focalizzano principalmente su due aspetti: conoscere la storia sessuale del partner e convincere il partner (o se stessi) ad usare il preservativo.

Kosenko ritiene che per la comunità transessuale questi due aspetti siano molto più complessi. In primo luogo il ricercatore, intervistando 41 transessuali, ha osservato che la privacy è molto importante per loro: per le persone transessuali può essere molto difficile decidere quando rivelare il loro sesso biologico ai partner, perchè questa rivelazione può portare reazioni di rifiuto o addirittura reazioni violente. Di conseguenza, sottolinea Kosenko, per una persona transessuale non è affatto facile parlare della propria storia sessuale, perchè decidere di farlo implica anche capire se la persona che si ha davanti è disponibile ad affrontare questo tipo di argomenti.

Inoltre, intervistando i 41 partecipanti Kosenko ha osservato che consigliare l’uso del profilattico è riduttivo per la comunità transessuale, perchè molti di loro scelgono di sottoporsi al test dell’HIV insieme al loro partner, e decidono di avere rapporti non protetti se per entrambi il test risulta negativo. Il problema allora potrebbe essere quello di stabilire delle regole per eventuali relazioni occasionali al di fuori della coppia. Kosenko sostiene quindi: “spingere le persone ad utilizzare il preservativo può non essere una soluzione pratica. probabilmente sarebbe molto più efficace promuovere una più ampia definizione delle pratiche di sesso sicuro“.

In conclusione i partecipanti allo studio descrivono la comunicazione relativa alle pratiche di sesso sicuro come uno sforzo complesso, che implica la gestione della privacy, la riduzione dell’incertezza e l’accettazione di diversi approcci alla sicurezza in campo sessuale. Comprendere i processi implicati (e i problemi associati) con la comunicazione sessuale per gli adulti trans suggerirebbe anche molte implicazioni per la teoria, le ricerche e la pratica in campo clinico.


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