Tanto tran(s)busto per nulla!
Dopo il caso Marrazzo avrete visto anche voi che le televisioni facevano a gara per ospitare persone transessuali. Quasi andassero ora di moda e si rischiasse di restare indietro ed essere poco “cool” se non ne hai almeno uno come ospite.
Una domanda che mi hanno fatto in tanti, col preludio “tu che sei psicologa…” (che in genere non promette nulla di buono…) è stata proprio “Ma perchè gli uomini (sottointeso eterosessuali) vanno con i trans (e io a correggere l’articolo per l’ennesima volta!).

Vediamo le possibili ipotesi:
- Per curiosità. Fatto una volta basta e avanza.
- Per trasgressione. Come farlo in 3 o “famolo strano”.
- Perchè in realtà sono omosessuali ma non si accettano come tali e il fatto di avere partner sessuali femminilizzati abbassa l’ansia e fa sentire a posto con la propria coscienza.
- Perchè le trans che si prostituiscono accettano richieste sessuali che le proprie mogli rifiutano categoricamente.
- Perchè le trans, essendo geneticamente uomini, sanno meglio di una donna come soddisfare sessualmente un uomo.
- Perchè le trans, essendo geneticamente uomini, sanno meglio di una donna che cosa vuole un uomo (e non solo a letto).
- Perchè le trans offrono il meglio delle donne e degli uomini insieme. Sono come dice qualcuno “complete“.
- Perchè le trans amano più delle prostitute geneticamente donne il maschio e in particolare il suo “attrezzo”.
- Perchè le trans rappresentano fisicamente un ideale femminile di perfezione (o quasi). Niente cellulite, tette calanti, pancia da dopo parto, e soprattutto niente mal di testa!.
- Perchè vogliono provare un rapporto “passivo”, ma se lo chiedessero ad un uomo sarebbero etichettati come gay (e non sentono di esserlo), se lo chiedessero alle compagne sarebbero probabilmente guardati con sospetto. E rifiutati.
- Semplicemente perchè hanno una preferenza sessuale. Come coloro a cui piacciono le donne formose, gli uomini pelosi, partner giovani o più maturi, ecc. C’è a chi piace semplicemente trans.
Ok, abbiamo visto alcune possibilità. Tutte più o meno però inerenti la sfera sessuale più che affettiva. Ma perchè pensiamo sempre che un uomo (o una donna) non possa innamorarsi di una persona transessuale?
Tu che ne pensi? Hai altre ipotesi sul perchè di questo fenomeno così discusso?
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Questo post ha 7 commenti
novembre 18th, 2009
@Lino Mi permetti di correggerti quando parli di comportamento psicopatologico? Non c’è nulla di patologico nell’avere preferenze sessuali, nè nello scegliere di pagare per metterele in pratica (di qualunque genere e orientamento sessuale parliamo). Almeno dal punto di vista psicologico. Lo diventa se è l’unico modo per avere una vita sessuale. Altro è un giudizio morale ed etico, culturale o sociologico.
L’intento era ovviamente provocatorio (e qui rispondo anche a Elena) perchè l’obiettivo era di arrivare alla frase finale: “perchè tutti parlano delle persone transessuali solo perchè si prostituiscono e quindi di sesso e non si parla mai di chi si innamora di loro?”
Inoltre, a mio parere, non sono domande inutili e futili indagare sulle cause o modalità di un fenomeno, soprattutto se si vuole confutare l’ipotesi che sia innaturale o patologico.
novembre 18th, 2009
certamente concordo pienamente con la puntualizazione sullo “psicopatologico”, forse non sono stato preciso, ma è comprensibile non essendo uno psicoterapeuta. Per quanto riguardo il sesso a pagamento i limiti sono alquanto imprecisi e delicati da valutare. Volendo rispondere anche a Elena, credo che bisogna avere pazienza, viviamo in un mondo quello italiano culturalmente depresso e decadente, dove le parole dei dibattiti spesso esprimono solo l’aria che li veicola, ma questo non basta per arroccarsi in una nicchia irrangiungibile dalla cosidetta “gente”. E a noi la gente serve purtroppo. Quella stessa gente che guarda passivamente quello che a loro per la prima volta appare in tv come il “fenomeno” artificiale dei trans. Quella stessa gente che però non si è tirata indietro in abbondanti attestati di stima e rispetto nei confronti di W.Luxuria. Ciò nonostante credo che il transessualismo in Italia sia ormai un fatto , se non proprio accettato, almeno sdoganato. Il grande fratello lo dimostra. La prossima conquista per il popolo glbt sarà di toglierci di dosso la predominanza della connotazione sessuale in favore di tutto il resto, vedi l’amore. Credo che vada abolito il termine omo-SESSUALE,ma questo è un’altro capitolo. Per quanto riguarda marrazzo la gente non discute di patologie quanto di inopportunità istituzionale, così come per berlusconi. Certamente Elena con la questione del rispetto ha messo un dito nella piaga, e la mancanza di diritti è una questione di rispetto in primo luogo.
novembre 18th, 2009
Giusto per la correttezza di informazioni. Non è necessario essere psicoterapeuti per poter discutere di psicopatologia (dal punto di vista clinico). Basta la laurea in psicologia
novembre 18th, 2009
verissimo! Diamo a Cesare quel che è di Cesare.
novembre 18th, 2009
Sinceramente non mi piace molto la domanda e non condivido le risposte.
E’ come se io dovessi “spiegare” perchè sono lesbica, cosa mi piace delle donne, cosa hanno di “più” degli uomini, ecc. ecc.
E’ come parlare del sesso degli angeli.
Sono discorsi inutili e futili.
Chi fa queste domande vuole CAPIRE, ma non c’è nulla da capire nell’amore e nell’attrazione verso una persona.
Quello che manca non è la conoscenza o la comprensione.
Quello che manca è il rispetto!
novembre 17th, 2009
forse parlare di transessualità aiuta le persone a vederli meno come fenomeni da circo e sdoganarli dalla loro immagine di rovina famiglie e(politici)…
novembre 17th, 2009
Provare a dare qualche ipotesi in questo caso e con lo strumento del blog è veramente arduo, ma ci dobbiamo comunque provare. Esula dalla mia formazione dare giudizi di tipo diagnostico sul comportamento psicopatologico di uomini, modello Marrazzo (quindi apparentemente etero), per cui posso solo fare un discorso di tipo antropologico. Premesso che non considero sensate affermazioni che spesso si sentono dire tra gli “etero” tipo: “come i trans conoscono le esigenze… mascili, essendo uomini, non c’è altro genere che tenga!”, tuttavia non è assurdo partire da questa considerazione. E’ ovvio che parliamo di identità di genere, quindi è di questo che parlerò, ma antropologicamente. In quasi tutte le antiche culture e società pre-cristiane il “concetto” di genere, almeno quello maschile, prevedeva confini più labili di oggi, tale per cui l’appartenenza non era minimamente minacciata o messa in discussione da amicizie cosiddette virili su cui i saggi di Eva Cantarella di delucidano abbondantemente. L’identità di genere attualmente contemplata, anche sulla base di vecchie concezioni della psichiatria è indubbiamente viziata così come l’immaginario dell’uomo occidentale, dalla visione giudaico-cristiana alquanto manichea sulla polarizzazione dei sessi. Tanto quanto i concetti di normalità-diversità e sanità-malattia. Il fenomeno che oggi investe tutta la sessualità risente invece della tendenza ora vigente della “mercificazione delle identità”, mettendo così in crisi le “modalità” sessuali (oggi si è veline, calciatori come se fossero generi). Questo è il vero problema se di problema si tratta. La discussione si potrebbe allargare anche alla pedofilia tanto per rimanere nei casi “politici”. C’è da non sottovalutare il fatto strano(ma che strano non è e che conferma le mie ipotesi), che Marrazzo sia andato poi a chiudersi in ritiro spirituale in un convento…
Schizofrenia? sì, schizofrenia culturale! O forse ammissione latente di smarrimento dell’anima?