Bellissimo! Penso che sia stato uno dei più interessanti convegni a cui ho partecipato. Ricco di contenuti e relatori, perfetto nei tempi (è la prima volta che non bisogna troncare le domande per mancanza di tempo), stimolante per le riflessioni.
Eccomi qui sotto insieme a Jack Drescher, M. D. psichiatra e psicoanalista a New York, di cui ho apprezzato molto l’intervento.

Vorrei raccogliere brevemente alcune idee che mi hanno colpito più di altre.
- Ho scoperto che in America ci sono ex-gay di professione che intervengono nelle trasmissioni televisive, alle manifestazioni (es. picchettamenti), nelle pubblicità sui quotidiani più conosciuti. Salvo essere espulsi perchè beccati all’uscita di bar gay.
- Tanta strada è stata fatta (e tanta ancora è da fare) dal 1869, anno in cui Kertbeny inventò “l’omosessuale”.
- La logica assurda delle terapie riparative (e purtroppo di tanti psicoterapeuti ancora oggi) che “tentar non nuoce” e che bisogna dare una possibilità ai pazienti che vogliono cambiare il proprio orientamento sessuale.
- I pazienti che non riescono a cambiare orientamento sessuale non reclamano (“L’ho chiesto io”, “Il terapeuta ha solo tentato di aiutarmi”, “Non voglio che si sappia in giro”).
- Il principio assoluto (dell’ordine di Dio) per cui Nessuno è gay —> Nessuno nasce gay —-> Nessuno può essere gay —-> Nessuno deve essere gay —–> quindi….Nessuno è gay!
- I valori sono tutti, sempre e comunque, assoluti, sacri e intangibili?
Sono solo alcuni dei tanti spunti di riflessione che hanno suscitato la mia curiosità e il mio interesse. E voi che ne pensate? Qualcun* di voi era presente al convegno? Sarebbe carino leggere le vostre impressioni a riguardo, magari lasciando un commento qui sotto
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Riguardo alla particolare situazione italiana, dove la presenza del Vaticano è di palese ostacolo all’affermazione dei nostri diritti, me ne dispiace ovviamente ma bisognerà avere un surplus di pazienza: quando tutti i paesi europei avranno legiferato in nostro favore (e ci manca poco) voglio vedere come si farà a giustificare la nostra anomalia quando l’Italia sarà rimasta l’unico paese. Per ora proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno: oramai nella televisione italiana così come nella società l’esistenza di una “questione” gay non più rimandabile è un fatto assodato. Sono rimasti ormai solo certi politici a frenare, ma non per questioni ideologiche bensì per squallido opportunismo elettorale (è tragico ammetterlo ma accade anche questo). Questo “ritardo” politico non cade però invano, poichè mette molti gay non progressisti nella condizione di confrontarsi con le ideologie di apparteneza. In ogni caso il processo di consapevolezza, cui ogni cittadino italiano gay è chiamato a fare, va avanti. Che vada avanti lo si vede dall’aumentata nostra partecipazione politica alle manifestazioni in nostra difesa. La storia è con noi, qusto deve indurci all’ottimismo.
Saluti a tutti voi
Lino
Salve a tutti, io vivo a Roma e ho bisogno di leggere sul tema dell’omes. soprattutto femminile, brancolo completamente nel buio e vorrei accendere una piccola lucina
) c’è qualcuno che sa suggerirmi dei titoli e anche dei posti dove poterli reperire a parte le librerie chiaramente, intendo tipo biblioteche o associazioni o qualunque altra cosa? Grazie infinite.
Ripeto brancolo nel buio, ma per rispondere ad Elena….può essere che l’omofobia si interiorizzi perchè non si riceve il consenso del prossimo? tutti abbiamo bisogno di consenso su ogni aspetto della nostra vita figuriamoci per una cosa così importante e poi un non consenso “pacifico” e rispettoso si potrebbe anche accettare, ma non la ferocia e la crudeltà che possono seguire quando quel consenso non c’è.
Buona serata a tutti.
Un ottimo libro tradotto in italiano dallo spagnolo e completamente sul lesbismo è “Più che amiche” di Jennifer Quiles.
)) [basta inserire i tuoi dati qui –> http://www.psicologiagay.com/miniseminari_pre.php
Utilissimi anche i libri di Daniela Danna (maternità lesbica) e di Antonella Montano di cui tra l’altro ne è appena uscito uno nuovo.
Altra possibilità è frequentare un corso, ad esempio di Psicologiagay.com
Per le associazioni hai più opzioni, basta fare una ricerca su Google.
Grazie per tutti, per i corsi ci avevo già provato, ma non sono del mestiere se ricorda…..
Ops! per tutto….:o)
I seminari sono aperti a tutti, indipendentemente dalla professione, orientamento sessuale, genere, o altro.
Pat… ha scritto “può essere che l’omofobia si interiorizzi perchè non si riceve il consenso del prossimo?”
Ti do la definizione di omofobia interiorizzata:
“Insiemi di significati negativi riguardo all’omosessualità e alle persone omosessuali costruito nel tempo e non rielaborato dagli stessi soggetti omosessuali. In genere non è conscia e determina l’attuazione di atteggiamenti di chiusura e comportamenti discriminatori da parte delle stesse persone omosessuali, sia verso loro stessi che verso altri omosessuali”.
quindi, non si interiorizza l’omofobia perchè manca il consenso del prossimo, ma piuttosto perchè siamo cresciut* in una certa cultura, in un certo contesto familiare, e noi stess* ci giudichiamo sbagliat*, divers*, “anormali”… magari senza rendercene conto… magari solo pensando che non sia giusto per una coppia omosessuale crescere dei figli… ecc ecc
Per Elena : per “prossimo” genericamente intendevo esattamente quello di cui parli, ovvero la famiglia, la cultura d’origine, ecc.ecc. la prossima volta sarò più puntuale oppure metterò i sottotitoli
) si tratta sempre di consenso, se una persona è legittimata ad essere quello che è nel senso più ampio del termine non avrà problemi di sorta, altro è se quella persona non è legittimata, sarà inevitabile interiorizzare quella “non legittimazione” e ciò vale per tutto. La legittimazione è un passaggio fondamentale per il nostro benessere psico-fisico e per prima deve arrivare dalla famiglia.
si, Pat, forse avevo bisogno dei sottotitoli. Forse il termine “prossimo” era per me un po’ troppo generico nella tua domanda.
L’omofobia interiorizzata esiste in tutt* noi, gay e lesbiche italian* perchè viviamo in una società omofoba.
E questa omofobia interiorizzata ce l’ha anche chi è pienamente accettat* dalla famiglia e dalla cerchia di amici. Ce l’ha anche chi ha fatto coming out e vive serenamente la propria omosessualità di fronte a tutt*.
E’ importante riconoscerla e lavorarci sù… cercando di cambiare l’opinione che abbiamo di noi stess*. Questo è secondo me il primo passo per cambiare la nostra società…
Cacchio ma allora non c’è scampo!
) sì, credo l’Italia ed i paesi mussulmani siano un caso a parte a livello mondiale, insomma se hai avuto il c…di essere nato in Italia come noi fai il doppio (forse il triplo) del lavoro. Grazie per aver risposto.
Io non la vedo tanto in tempi quantitativi (doppio o triplo del lavoro), anche perchè il lavoro su se stessi non è quantificabile e la sua facilità non dipende solo dalla società esterna…
Per me la cosa importante è FARLO questo lavoro. Indipendentemente dalla fatica che si fa.
Ma mi rendo conto che è molto più facile puntare il dito contro gli altri, contro la società, contro la chiesa, contro i cattivi… quelli “fuori da noi”.
ciao Pat, in bocca al lupo per tutto
Elena
@Elena : Prendo atto di non riuscire a comunicare con te, me ne dispiace, ma capita, motivo per cui non darò ulteriore spiegazione di ciò che intendevo dire, diciamo le stesse cose ma con parole tali che non ci incontriamo. Trovo che le repliche delle repliche delle repliche siano solo una sterile fatica quando manca la base di un sentire comune.
In bocca al lupo anche a te, ciao.
Io non c’ero
ma mi piacerebbe capire cosa significa “ex-gay di professione”. Grazie.
Ciao Pat,
gli ex-gay di professione sono persone (spesso omosessuali) che vengono pagate per apparire in tv, fare picchetti, apparire in pubblicità su giornali, riviste, spot televisivi in cui promuovono terapie riparative affermando che loro erano omosessuali e non lo sono più.
Generalmente appaiono vicino alle loro nuove compagne (se maschi) e/o con figli ostentando una vita felice da eterosessuali.
Qualcuno come io ho scritto è stato espulso da queste associazioni di ex-gay perchè altri hanno pubblicato foto o video in cui costoro uscivano da bar gay, il che testimoniava che il loro orientamento omosessuale non era stato modificato.
Grazie mille.
ciao,
io purtroppo non ho partecipato perchè non vivo a Roma, ma sarei molto interessata all’argomento. Ci sono siti o libri che conoscete che approfondiscono il tema e potete consigliarmi?
Per quanto scrive Lino, io penso che non ci sia bisogno di fare “sfoggio” di nulla… per essere come si è non è necessario il consenso degli altri… se ognun* di noi riuscisse a viversi bene il proprio orientamento sessuale, non avremmo questa dilagante omofobia.
Secondo me bisognrebbe partire proprio dalla personale omofobia interiorizzata e una volta risolta quella, tutto il resto è in discesa…
Grazie Lino e grazie Elena per i vostri commenti.
@Elena: di libri ce ne sono diversi. Uno ad esempio è consigliato anche da Psicologiagay.com (trovi l’immagine a dx nel blog). Si chiama “Psicoterapia e omosessualità” ed è stato scritto dalla dott.ssa Margherita Graglia per Carocci Editore.
Puoi anche comprarlo on line direttamente da qui [http://surl.it/oefaAa](ad esempio).
Vuoi informazioni su qualche tematica in particolare? Magari se mi dai qualche dettaglio posso consigliarti qualcosa di più attinente.
si, la Graglia l’ho sentita parlare anche ad una conferenza qui a Bologna e mi è piaciuta molto. Credo che il suo libro lo prenderò. Grazie
cara Elena il termine sfoggio era provocatorio, tant’è che lo messo tra virgolette. Volevo solo porre l’accento sull’importanza psicologica di sentirsi rispettati anche legalmente. E purtroppo la facoltà di farlo da soli come tu auspichi è lodevole ma alquanto difficile sopratutto se vivi in provincia. E io che vivo e lavoro nella Tuscia ne so qualcosa.
Sull’assurdità delle terapie riparative calerei il sipario. Lo alzerei invece sul fatto che “quanto sarebbe invece terapeutico per la consapevolezza degli omosessuali poter fare “sfoggio” del loro essere se questo fosse confortato dal pubblico possesso di diritti sociali (umani) di cui ALTRI godono.”!
Mi chiedo: “come mai gli etero hanno la facoltà di avere relazioni omo senza aver bisogno di terapie abilitative o riparatorie?”
Io la risposta la so e voi?