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Vita da eterosessuali – Parte seconda

 

Proseguiamo il “viaggio” nell’eterosessualità, considerata devianza sessuale e anormalità in un mondo (ipotetico) di omosessuali. La prima parte puoi trovarla qui.

Hai appena fatto il tuo coming out con le tue mamme (o i tuoi papà) e loro non l’hanno presa molto bene.

Infatti, hanno contattato un* psicolog* (ovviamente omosessuale) per sapere come comportarsi e per chiedere un appuntamento per te. Perchè sicuramente c’è qualcosa che non va e un* specialista potrà risolvere il tutto e curare la tua eterosessualità.


diversità

Da quando l’hai detto ai tuoi ti senti marchiat*, senti gli sguardi degli altri su di te, quasi ti leggessero sulla fronte che sei eterosessuale. E a volte, quando cammini per strada, qualcuno su un motorino ti passa vicino e ti insulta “Brutto etero di m****a”.   A scuola (se vai ancora a scuola) tutti si prendono gioco di te, si allontanano quando passi attaccandosi ai muri, quasi avessi una malattia contagiosa. E tu vorresti essere normale, esattamente come loro, che non hanno di questi problemi.

Al lavoro (se al contrario già lavori) se ti chiedono di parlare del/la tu* fidanzat* cambi il suo nome con uno del tuo stesso sesso, parli di stare con una persona ma non specifichi il sesso, non vuoi certo problemi.

Se si inizia a parlare di diritti per le persone eterosessuali qualcuno alza la voce e urla che sei (e siete) malati, che dovrebbero bruciarvi uno per uno, che fate schifo e poi per carità altro che figli…un bambino ha bisogno di due mamme o due papà per vivere serenamente e crescere “normale”.

I tuoi amici più vicini, seppure hanno accettato che sei eterosessuale, non sono molto contenti di vedere il/la tu* partner: sono a disagio se uscite insieme e voi due camminate abbracciati, come tutte le coppie del mondo, oppure vi scambiate un bacio a fior di labbra come fanno loro con i/le propri* fidanzat*.

La frase più frequente è:

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Ma che bisogno avete di baciarvi in pubblico e di urlare che siete eterosessuali?

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E poi chi vi vieta di stare insieme? Questa è una società tollerante e aperta alle diversità. Basta che non fate troppo chiasso, ve ne state buoni buoni nelle vostre case ed evitate di sbattere in faccia a tutti che siete eterosessuali.

Il/la tu* compagn* ha un incidente in motorino, viene portat* in ospedale, ma al pronto soccorso non ti fanno entrare perchè mica sei un parente. Provi a dire che sei il/la compagn* ma per loro sei solo un* amic*, non sei mica omosessuale come tutti.

Qualche volta riesci ad entrare anche fuori orario perchè trovi un infermiere compiacente che chiude un occhio, ma guarda caso il reparto è pieno di compagn* omosessuali, perchè loro sono “regolari” e “regolamentati”, sono coppia legalmente riconosciuta. Voi invece non siete nulla. Nessuno riconosce a voi gli stessi diritti che hanno le persone omosessuali, considerate normali.

Può capitare che mentre passeggi mano nella mano con il/la tu* compagn*, come tante coppie omosessuali, questo dia fastidio a qualcuno che ti lancia una bottiglia addosso e quando ti giri arrabbiat* per chiedergli che cosa vuole date, questo inizi a picchiarti selvaggiamente: pugni, calci, una bella testata in pieno viso…e poi all’improvviso senti un dolore fortissimo ad un fianco…ti ha appena accoltellato mentre con odio ti urlava in faccia “Devi schiattare etero di m***a”. Ma per tutti è solo un’aggressione, come tante altre. Non c’è nessuna motivazione eterofobica.

In fondo poteva capitare a chiunque, no?

E ancora:

  • Siete invitati ad un matrimonio, ma lui/lei non può venire. Lo sposo non saprebbe come spiegare ai suoi la sua presenza.
  • Fino a qualche tempo fa (e ancora oggi in qualche piccolo ospedale) non potevi donare il sangue se dichiaravi nell’intervista iniziale di essere eterosessuale.
  • Prima di Obama non avresti potuto fare il militare dichiarando di essere eterosessuale.
  • Il/la tu* compagna non ha diritto alla pensione di reversibilità. Tranne se uno dei due è parlamentare.
  • Tu e il/la tu* compagn* non potete sposarvi con tutti i vantaggi (anche fiscali) che questo comporta.
  • Non puoi accedere a sconti riservati a coppie (es. viaggi, assicurazioni, ecc).
  • Se tu o il/la tu* compagn* è in coma l’altr* partner non può decidere sulla tua/sua vita perchè non è/sei un parente.
  • Se tu o il/la tu* compagn* muore l’altr* partner non ha diritto a niente dei suoi averi di default, salvo la presenza di un testamento legalmente riconosciuto (che sicuramente sarà impugnato dai tuoi/ suoi genitori).
  • Se avete deciso nella vostra lunga storia d’amore di avere dei figli e muore il/la genitore biologico, l’altro potrebbe non vedere mai più i bimbi. Legalmente non ha alcun diritto su di loro.
  • Qualcuno ti consiglia di non dire al lavoro che sei eterosessuale, in passato ci sono stati dei licenziamenti per chi l’ha fatto. E quando si sono rivolti ad un avvocato o al sindacato l’azienda ha affermato che il licenziamento era per esubero di personale.

Ci vorrebbero tanti post per esplorare nei piccoli dettagli le discriminazioni a cui sono soggette le persone omosessuali ogni giorno. Ti ho dato un assaggio, mi piacerebbe che mi aiutassi a completare il quadro.
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16 Responses to “Vita da eterosessuali – Parte seconda”

  1. 8 settembre 2011 at 16:15 #

    Partecipo a questa discussione un po’ in ritardo rispetto alla data di pubblicazione ma ci tengo a dire la mia :)

    Sono un ragazzo 19enne che, da circa un anno, ha accettato appieno la sua omosessualità. Il percorso certo non è stato facile: della mia accettazione e di tutte le ansie e paranoie che ho dovuto superare ne ho parlato spesso nel mio blog (in post come questo per esempio http://labussolaimpazzita.blogspot.com/2011/06/fede-omosessualita-e-io.html, in cui spiego come ho potuto finalmente conciliare la mia appartenenza alla religione cattolica con la mia omosessualità). E questo percorso ancora non è concluso, ma sta andando per il verso buono.

    Molte volte, di fronte alle offese o alle critiche eterosessiste rivolte contro il mondo omosessuale, mi sono detto: “Se per un attimo queste persone facessero finta di essere in un mondo al contrario, dove “normalità”=omosessualità, forse capirebbero meglio cosa vuol dire non poter avere gli stessi diritti, non poter vivere una vita uguale agli altri, avere di fronte delle persone che ti considerano deviato, malato, non perfettamente normale”
    Beh… questo articolo è la fedele trascrizione di quello che avevo in mente. Per questo vi devo fare i miei più sentiti e sinceri complimenti. Fa davvero molto riflettere.

    E per questo motivo vi vorrei chiedere il permesso di riportare e pubblicizzare questo articolo nel mio piccolo blog per offrire spunti di riflessione a tutti quelli che lo leggeranno.

  2. anto
    30 luglio 2010 at 16:42 #

    dovrebbero provare tutti a immaginare un mondo alla rovescia x capire cosa stiamo provando a essere discriminati e trattati in modo da inferiori solo perchè amiamo ragazzi e ragazze del nostro sesso ma l’amore nn ha sesso, ci si ama e basta!…

  3. antonella
    30 luglio 2010 at 12:24 #

    illuminante davvero :)
    tempo fa avevo saputo di un film che trattava proprio di questo (il protagonista etero si risvegliava in un mondo popolato da omo). Non ricordo il titolo… qualcuno lo sa?

  4. anto
    28 marzo 2010 at 19:33 #

    ciao a tutti eccomi tra voi a raccontare la mia storia durata 9 anni di nascosto da tutti non per mia scelta ma x scelta della mia ex compagna ke diceva di amarmi tantissimo ma x paura ke venisse scoperta dalla sua famiglia ha scelto di lasciarmi…gli ho dato tutta me stessa x anni ma non gli è bastato e alla fine ha scelto di stare con la sua famiglia…non è giusto rinunciare all’amore vero x paura del giudizio di tutto il mondo ma voglio ancora sperare ke un giorno si possa vivere l’amore alla luce del sole…

  5. 17 marzo 2010 at 01:24 #

    necessita di verificare:)

  6. andrea
    13 gennaio 2010 at 20:21 #

    okay. sto calmo.
    okay. sto piangendo.
    ho 22 anni e da poco ho combattuto contro l’omofobia interiorizzata (ma mi piace continuare a combatterla in me ancora e ancora per tenerla il più lontana da me possibile).
    ho letto questi due interventi e mi sto sentendo instupidito per via di tutto ciò a cui mi hanno abituato.
    sapevo bene tutti i problemi esistenti con i diritti di noi omosessuali.
    il problema è che anche io fino ad ora ho sempre detto:
    “che bisogno ho di baciare in pubblico il ragazzo che amo quando posso farlo a casa mia?!”
    prometto a me stesso che da oggi non penserò più una cosa simile.
    voglio i miei cavolo di diritti sacrosanti.
    tanta stima <3

    • 14 gennaio 2010 at 09:58 #

      Grazie Andrea per aver condiviso con me e gli altri lettori quello che stai vivendo. Il cammino può essere lungo e spesso è doloroso…tieni duro!

      Un abbraccio

  7. silvia
    22 dicembre 2009 at 10:16 #

    Volevo farle i miei complimenti riguardo agli articoli, “pregiudizi sull’omosessualità” e anche sull’ultimo articolo che ho letto “vita da eterosessuali”.
    Come donna eterosessuale che sta abbattendo i propri pregiudizi nei confronti dell’omosessualità, la ringrazio per avermi aperto gli occhi alle “sfumature”.
    Complimenti per il suo lavoro!Continui così!
    Grazie
    Silvia

    • 23 dicembre 2009 at 11:22 #

      Grazie Silvia per i complimenti. Puoi contribuire a far conoscere questo articolo ad altre persone omosessuali e soprattutto eterosessuali come te.
      Dacci una mano se ti va :)

    • giancarlo
      8 gennaio 2010 at 09:39 #

      Sono cattolico, quindi abituato sin da piccolo a guardare alle persone con rispetto, anzi con amore, a prescindere da qualunque considerazione. Una persona, sia essa buona o cattiva, bella o brutta, colta o ignorante, ricca o povera, sana o malata, molto intelligente o poco intelligente, cattolica o islamica, atea o credente, etero o omosessuale, comunque sia… merita di essere amata e rispettata.

      Chi offende, o minaccia, o ferisce, o uccide un omosessuale commette un grave, o gravissimo peccato di cui dovrà rendere conto. Sul piano giuridico poi, è giusto che risponda degli eventuali reati che commette. Fin qui non ho nessuna difficoltà a manifestare la mia piena ed incondizionata solidarietà alle persone omosessuali. Solidarietà in quanto persone, non in quanto omosessuali.
      Darei la mia solidarietà ad un poliziotto aggredito a causa della sua divisa, ad una mamma discriminata per il suo ruolo, ad un architetto insultato in quanto tale, ad un macellaio solo perché non è vegetariano… sarei pronto a solidarizzare anche con i giovani, con gli anziani, con i malati e con i lavoratori…
      Dare solidarietà alle persone omosessuali in quanto tali significherebbe promuovere l’ omosessualità, significherebbe sostenere che essere omosessuali o eterosessuali è indifferente. No. Omosessualità non è uguale ad eterosessualità. Non è la stessa cosa. Non ha lo stesso significato. Non ha le stesse conseguenze, né per la persona né per la società. Essere omosessuale o eterosessuale non è indifferente.
      Agli eterosessuali che si sperticano nello spiegarci quanto è bello e giusto e buono solidarizzare con gli omosessuali domando: preferireste avere un figlio omo o etero?
      Solidarietà alle persone… si!… Promozione dell’ omosessualità… no!

      • 8 gennaio 2010 at 16:00 #

        Nessuna persona è uguale (per fortuna) ad un’altra. Omosessuali ed eterosessuali condividono molte cose in comune, tra tutte l’appartenenza al genere umano (e a volte anche animale). Ma non hanno gli stessi diritti nè lo stesso riconoscimento sociale, nè lo stesso rispetto spesso. Ma pagano le stesse tasse, hanno gli stessi problemi di eterosessuali, si innamorano e si ammalano come eterosessuali, ecc…

        La differenza fondamentale è, come provo a far capire in questi due articoli, che sono una minoranza in una società eterosessista, in cui vigono rigide regole di genere e in cui l’unica modalità considerate a torto normale o giusta è quella eterosessuale.

        Tutto questo ha un senso per te cattolico e per la tua religione, non lo ha allo stesso modo per uno stato laico che deve garantire parità di diritti (e doveri ovviamente) a tutti. E imporre una morale e un credo religioso come se fosse legge o come se fosse l’unico criterio distintivo di cosa è bene o male, giusto o non giusto, è fanatismo religioso. Fenomeno molto, molto pericoloso.

        Sai qual’è il grande problema che devono affrontare le persone omosessuali (e transessuali)? L’ignoranza, l’eterosessismo, l’omo e tran-negatività di persone come te.

      • andrea
        13 gennaio 2010 at 20:25 #

        “Agli eterosessuali che si sperticano nello spiegarci quanto è bello e giusto e buono solidarizzare con gli omosessuali domando: preferireste avere un figlio omo o etero?”

        Delle persone che conoscono il valore dell’amore risponderebbero con tanta, ma proprio tanta tranquillità
        che preferirebbero avere un figlio in grado di amare.

  8. Narciso
    28 ottobre 2009 at 13:58 #

    Mi ci immergo completamente per immaginarlo al meglio, e vedere il mondo alla rovescia fa una certa impressione.
    Mi piacerebbe che lo leggessero molti etero e che ci si immedesimassero fino al punto di capire realmente cosa si prova.

    • silvia
      22 dicembre 2009 at 10:21 #

      L’articolo è stato letto da me, Silvia, una ragazza etero, che ha capito quanto sia sciocco avere pregiudizi nei confronti degli omosessuali.
      E ti dirò, mi ha fatto un gran bene leggerlo. Ho capito tante cose e abbattuto tante barriere mentali. Se lo leggessimo tutti forse questa società sarebbe migliore!

  9. Mary
    23 ottobre 2009 at 13:41 #

    E’ davvero un bell’articolo, non so perchè ma mi ha fatta sentire più tranquilla circa la mia omosessualità. Leggere una cosa del genere fa capire come sia tutto relativo. E poi immedesimarsi nella parte del lato forte della società è un vero piacere.

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