Famiglia & LGBT

Ancora una volta famiglia a metà

Written by Dr. Paola Biondi

Ho deciso di pubblicare questa lettera di Giuseppina La Delfa, presidentessa dell’Associazione Famiglie Arcobaleno che lei ha scritto e indirizzato a soci/e e spedito anche a diverse testate giornalistiche (speriamo che ne diano notizia).

Ancora una volta le famiglie omogenitoriali sono considerate solo per quanto possono contribuire economicamente alle spese di uno stato che non le riconosce affatto e si guarda bene dal farlo. Anche se poi pretende, come qualunque altro cittadino, tasse dovute. Solo che per le persone omosessuali e transessuali non ci sono diritti che le tutelino: nè negli affetti, nè nell’incolumità personale, nè per i loro figli che volente o nolente continuano ad aumentare e saranno parte del futuro di questa nazione da terzo mondo.

Perchè pubblicarla? Perchè parla di disagio, di sofferenza, di difficoltà, di situazioni difficili che inevitabilmente pesano sul benessere psicologico. E di questo come professionisti della psiche ci occupiamo.

Napoli, Italia. La festa delle famiglie. Con la partecipazione di Famiglie Arcobaleno (C) 2010 Luca Scabbia / Emblema

Copio e incollo di seguito la lettera. I grassetti sono miei, non ci sono nell’originale.

Dal pulmino di Santo Stefano Del sole alle Famiglie Arcobaleno

Viaggio e Percorsi vari attraverso la discriminazione, l’ingiustizia  e l’Ipocrisia di Stato.

Ieri mattina sono salita al paese per pagare la quota per il pulmino sul quale, ogni mattina, sale  mia figlia di 7 anni  per andare a scuola dove frequenta la seconda elementare. L’impiegato del Comune ci annuncia un aumento di 5 euro dopo il precedente aumento di ottobre di altrettanti 5 euro. E cosi la quota per un figlio ammonta adesso a 25 euro mensili. Nei paesi limitrofi, le famiglie pagano 12,50 euro.

Alcune famiglie decidono di andare a trovare il Sindaco e chiedere spiegazioni. Sembra che non ci siano più soldi nelle casse. Proprio più nulla ! ed è solo l’inizio !

Scopro anche che tante famiglie del paese, non avendo redditi dichiarati, e sostenute dal calcolo dell’ISEE* non pagano il pulmino della scuola. Pagano le altre famiglie per tutte. Famiglie per lo più di impiegati, di operai, di artigiani, di insegnanti, quelli che per forza dichiarano il loro redito, quelle gia tartassate dal fisco in un paese al primo posto mondiale per la pressione fiscale.

Io sono di sinistra, è giusto per me che chi può paghi per chi non può. E giusto pagare le tasse, è giusto contribuire, a secondo delle proprie possibilità, al benessere comune.

Però io sono lesbica.

Condivido la mia vita da 28 anni con un’altra donnaOgni cosa per noi, vivendo in Italia, è stata più difficile che per chiunque altra copia eterosessuale.

Proprio stamattina abbiamo riscritto i nostri testamenti. Abbiamo scritto anche una delega sanitaria per far sì che soltanto l’altra  possa decidere qualunque cosa riguarda eventuali interventi medici o chirurgici nel caso di assenza di coscienza.

Tutto è più difficile. Ogni cosa deve essere pensata e calcolata.

E abbiamo una bimba : la nostra gioia, nostra figlia unica, desiderata e voluta e fatta nascere e cresciuta insieme in ogni aspetto della sua vita. Pensiamo a lei ogni istante, al suo futuro, a quando non ci saremo più per lei.

Abbiamo riscritto il nostro testamento per tutelare lei e pensiamo a come fare perché lei non debba pagare spese di successioni abnormi per il fatto di non avere nessun legame legale con l’altra sua madre.

Dobbiamo pensare anche a noi due e tentare di tutelare i nostri interessi reciproci. Perché io qui non sono nessuna per la mia compagna di vita, e lei non è nessuna per me.

Però pago 25 euro lo scuolabus di nostra figlia. Perché per lo Stato siamo «una famiglia anagrafica» e in quanto famiglia anagrafica, sono sommati i redditi della mia compagna ai miei e insieme abbiamo un redito abbastanza alto, che non ci da nessuna agevolazione in termini di aiuti sociali.

Bene direi.

Mia figlia economicamente non ha bisogno d’aiuti dello Stato perché insieme, tutte e tre, siamo una famiglia e la nostra coppia provvede al suo benessere. Paghiamo, noi famiglia arcobaleno, coppia omosessuale non riconosciuta e non tutelata, il pulmino anche per i bimbi delle coppie eterosessuali che non possono sostenere quella spesa.

Siamo felici di sostenere la nostra comunità.

Se lo ricorderà la nostra comunità quando bisognerà pronunciarsi sul matrimonio civile fra persone dello stesso sesso? se lo ricorderà questa comunità e tutte le altre sparse per l’Italia, che i single gay e lesbiche, le coppie e le famiglie dove ci sono persone omosessuali partecipano allo sforzo collettivo ? pagano anche per gli altri, quelli protetti e con tutti i diritti, e con il rispetto e la dignità che dà loro la protezione istituzionale delle loro forme di convivenze?

Io sono felice di dovere pagare 25 euro al mese per finanziare il pulmino della scuola pubblica di Santo Stefano, ma vorrei anche che mia figlia potesse ereditare dell’altra sua madre, vorrei potere non dovere scrivere deleghe e fare carte e escogitare in continuazione come tutelare la nostra famiglia in caso di disgrazie. Vorrei dormire tranquilla e non pensare a ciò che potrebbe succedere se dovessi morire prematuramente. A chi sarebbe affidata mia figlia? all’altra sua madre, secondo il mio desiderio espresso nelle carte? e se ci separassimo? chi potrebbe proteggere Lei e mia figlia da me che possiedo tutti i diritti e doveri nei confronti della piccola?

Troppe angosce e ingiustizie. Grandi e piccole. In una nazione che giostra col concetto di famiglia, fluttuante a secondo di come fa comodo.

Intanto la mia compagna, madre di mia figlia, non può presentarsi alle elezioni per la carica di rappresentante di classe, o firmare la sua pagella.

Lei è buona soltanto a pagare il pulmino di sua figlia non tutelata nei suoi beni e nei suoi affetti, e pagarlo anche per i figli tutelati di chi non può permetterselo.

Giuseppina La Delfa
Presidente Famiglie Arcobaleno
Associazione genitori Omosessuali
www.famigliearcobaleno.org

About the author

Dr. Paola Biondi

Psicologa e Psicoterapeuta, mi occupo di Identità Sessuali in ambito aziendale e clinico. Lavoro in tutta Italia con privati, associazioni, aziende e amo la fotografia e il W3B.

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