Identità di genere

Il papà che non ha paura di mettere una gonna

Written by Dr. Paola Biondi
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Tutti o quasi i genitori si dicono pronti a fare qualunque cosa per i propri figli: proteggerli se necessario, educarli al meglio, coccolarli ogni volta che possono.

Da oggi uno di questi papà è diventato famoso. Nils Pickert, tedesco, ha deciso di aiutare il figlio contro i compagni che lo prendevano in giro perchè va in giro con abiti femminili.

Da Berlino la loro famiglia si è trasferita in un piccolo centro del sud, molto tradizionalista e profondamente religioso. E se già a Berlino la richiesta assidua e forte di vestire come una bambina gli aveva impedito di avere tanti amici, ancora più difficile è stato in questo paesino.

Per il figlio che non ha modelli da seguire è diventato lui stesso il modello. Come ogni papà generalmente è, indipendentemente da quanto bravo o politically correct sia.

Ci si chiede se sia stato giusto assecondare il desiderio del bambino, che già da tempo rifiutava di uscire vestito da maschietto o se, al contrario, sia più corretto cercare di “raddrizzare” le cose nel verso giusto. Come molti lettori di Giornalettismo.com (che ha scritto sulla notizia) credono.

Alcuni di questi addirittura invocano come soluzione i numerosi centri Narth presenti anche in Italia e loro di riportare sulla giusta via se ne intendono, eh? 🙂

Un papà speciale ridà fiducia al figlio

Di fatto il gesto di Nils (a cui noi applaudiamo) ha ridato al figlio fiducia in se stesso e maggiore forza per affrontare gli attacchi sessisti dei suoi compagni (ovviamente tutti maschi). Ai quali risponde che loro non hanno abbastanza coraggio per vestire come lui, forse perchè loro non hanno un papà che invece ne ha da vendere!

In Italia, paese retrogrado e in alcuni casi medioevale, un evento del genere susciterebbe reazioni e critiche molto più pesanti e aggressive. Se notate la foto basterebbe anche semplicemente vedere padre e figlio che camminano scalzi in una piazza per suscitare scandalo…

Ricordiamo, se mai ce ne fosse bisogno, che l’orientamento sessuale e l’identità di genere, NON sono così facilmente influenzabili da modelli e comportamenti esterni, neanche se si tratta di minori che apprendono e imitano con estrema facilità.

E giusto come curiosità il celeste, una volta, era il colore delle femminucce. Perchè ricordava il manto della Madonna. Altro che rosa per le femminucce e celeste per i maschietti.

Grazie Nils, abbiamo molto da imparare da te nell’affrontare le sfumature di genere in noi e nei nostri figli.

About the author

Dr. Paola Biondi

Psicologa e Psicoterapeuta, mi occupo di Identità Sessuali in ambito aziendale e clinico. Lavoro in tutta Italia con privati, associazioni, aziende e amo la fotografia e il W3B.

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