Identità di genere

Il transgender della porta accanto

Written by Dr. Paola Biondi
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Quando qualcuno ci parla di transgender o transessuali spesso abbiamo un’unica immagine in testa: la prostituzione.

Lo stereotipo vuole che il transessuale (non sia mai si usi l’articolo al femminile, eh?) sia esclusivamente un pervertito, travestito da donna appariscente e volgare che si prostituisce per strada. Hai pensato anche tu a questo? E’ molto probabile. Ma per fortuna non è l’unica realtà esistente.

In una puntata della trasmissione Il Testimone andata in onda lo scorso 8 aprile, la iena Pif ha incontrato alcune persone transessuali FtM, donne biologiche che hanno iniziato o vorrebbero iniziare un percorso di transizione per riappropriarsi del loro corpo maschile. Siamo più abituati a conoscere e ri-conoscere le trans MtF, sia perchè sono la maggioranza, sia perchè vengono, come abbiamo visto in partenza, associate al degrado, alla prostituzione, all’abuso di sostanze e se ne parla come vittime di aggressioni o violenze.

Eppure, come si può imparare seguendo questo filmato, ci sono transgender assolutamente normali.Niente eccessi, niente antenne, niente colorito verde. Insomma nessun alieno abita l’appartamento di sotto 🙂 Vivono vite normali, hanno partner normali, fanno un lavoro normale, vestono e mangiano cose normali (almeno spero per loro :), insomma…niente di diverso da quello che fai tu nella tua di vita.

Oltre a queste persone ne esistono di altre, ancora più normali se possiamo dire. Anche loro transgender, spesso non transessuali.

Ma transgender e transessuali non sono la stessa cosa?

In parte. Condividono il non riconoscersi nel genere di appartenenza, quello che la società impone basandosi sull’aspetto fisico o solo genetico. Non necessariamente desiderano adeguare il proprio corpo (e genere) al proprio sentire, riallineando mente e corpo.

Tutti i transessuali sono transgender? Direi di si. Ma non tutti i transgender sono transessuali.

Possiamo immaginare, al pari di ogni elemento che compone la sessualità, un continuum di sfumature anche per il genere. Su questa linea immaginaria ognun* di noi può mettere la propria tacca, nel punto in cui si sente più rappresentat*. Rientrano nel calderone del transgenderismo anche coloro che non si riconoscono nei ruoli di genere socialmente imposti (mai conosciuta una bambina maschiaccio?), rifiutano di identificarsi obbligatoriamente in un genere, si spostano da un confine all’altro adottando abbigliamento, comportamento, gestualità e linguaggio (drag queen, drag king, crossdresser, gender bender, ecc…)

E tu dove ti posizioneresti sulla linea del genere?

About the author

Dr. Paola Biondi

Psicologa e Psicoterapeuta, mi occupo di Identità Sessuali in ambito aziendale e clinico. Lavoro in tutta Italia con privati, associazioni, aziende e amo la fotografia e il W3B.

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