La falsa omosessualità – Parte 1

In questo post vorrei analizzare alcune delle idee più comuni sull’omosessualità, cercando di chiarire e confutare dove possibile. Come capirai da te molti di questi luoghi comuni sono usati per giustificare l’avversità (per non dire l’odio) nei confronti di persone omosessuali nonostante siano privi di fondamento.

Sterotipi omosessualità

Le persone omosessuali non sono normali.

Bel concetto la “normalità”. E chi può dire cosa è normale e cosa non lo è?

Normale è ciò che è naturale, che la natura (o Dio) hanno creato. Allora anche l’omosessualità, che si ritrova in diverse specie animali e in popoli diversi dal nostro, è naturale. Quindi normale.

In realtà normale è solo un’etichetta per distinguere quello che è comune, che riguarda la maggioranza rispetto ad una minoranza. E’ ovvio che sia normale (MA SOLO IN QUESTO SENSO!) l’eterosessualità perchè su una curva di Gauss le persone eterosessuali, che sono la maggioranza (ma non per questo migliori di altri), si ritrovano nella parte centrale. Le persone omosessuali che statisticamente sono in numero inferiore invece starebbero sotto le code.

Il rischio in questo caso è quello di confondere Naturale con Normale che diventa Normativo. Quindi regola, legge, comportamento e azione da rispettare e seguire. Grazie a Dio non è così.

Gli/le omosessuali sono contronatura perchè sterili

Intanto non è vero che le persone omosessuali sono sterili nel senso che non possono concepire. E non lo è neanche il loro rapporto se fondato sugli stessi principi che rendono un rapporto eterosessuale “fecondo”: rispetto, amore, fedeltà, altruismo, condivisione, intimità, sincerità, ecc…

Se considerassimo come normale, adeguato, giusto solo i rapporti destinati alla procreazione (come spesso si proclama a voce alta) dovremmo per obiettività considerare anormali e immorali:

  • tutti i rapporti sessuali tra maschio e femmina che non hanno portato alla fecondazione di un ovulo;
  • tutti i rapporti sessuali tra maschio e femmina che sono costituzionalmente sterili quindi impossibilitati a procreare;
  • tutti i rapporti sessuali tra maschio e femmina se per via di una malattia uno dei due (o entrambi) ha perso gli organi riproduttivi;
  • tutti i rapporti sessuali anali/orali tra maschio e femmina;
  • tutti i rapporti sessuali tra maschio e femmina protetti (e credo siano la maggioranza!);
  • tutti i rapporti sessuali tra maschio e femmina in menopausa/andropausa.

Come sappiamo tutti la sessualità (e la genitalità) non è esclusiva della procreazione, ma contiene altre componenti come il piacere, l’intimità, l’affettività.

L’omosessualità è una malattia.

Nonostante l’OMS abbia escluso l’omosessualità dall’elenco delle malattie e il DSM considerato la bibbia della psicologia e psichiatria abbia escluso l’omosessualità dai disturbi in esso presenti, c’è chi ancora la considera una malattia. E tra questi ahimè anche psicologi, medici, psichiatri.

In un altro post scriverò qualcosa in più sulle terapie riparative (che dovrebbero guarire dall’omosessualità). Qui voglio solo invitarti a riflettere su un paio di cose.

Se l’omosessualità è una malattia (contagiosa come dice Vladimir Luxuria) perchè non esistono associazioni antischizofrenici o antidepressi?

E perchè non è possibile avere un certificato medico per malattia visto che si è affetti da “Gayte” e non si può andare al lavoro? 🙂

La lista continua…in un altro post 🙂 che trovi qui.

Psicologa e Psicoterapeuta, mi occupo di psicologia delle identità sessuali. Fondatrice e Responsabile di Psicologiagay.com, sono consulente e formatrice per associazioni LGBITQ e aziende, pubbliche e private.