La psicoterapia modifica l’orientamento sessuale?

Diatriba infinita anche questa. Sulla scia dell’articolo che ho postato in merito alla storia delle terapie sull’omosessualità ho deciso di focalizzare l’attenzione (mia e tua) su questo aspetto specifico.

E’ possibile modificare l’orientamento sessuale con la psicoterapia?

Il Narth afferma di si. L’APA, al contrario, afferma che è necessario distinguere tra orientamento sessuale (omosessuale) e identità  di orientamento sessuale (letteralmente, in italiano è meglio identità omosessuale).

Diciamo che l’orientamento sessuale è la risposta biologica ad un genere o ad entrambi. Il report presentato alla recente convention dell’APA afferma che, visto lo stato attuale degli studi effettuati, è consigliato agli psicoterapeuti informare i propri clienti che la terapia non può modificare il loro orientamento sessuale.
Al contrario, l’identità di orientamento sessuale (ad es. come mi definisco) può essere modificata da vari fattori, ad esempio la meditazione religiosa.

Questo è il punto chiave del dibattito tra chi sostiene le terapie riparative (o SOCE da Sexual Orientation Change Efforts) e afferma di aver “guarito” molti omosessuali e chi invece sostiene l’esatto contrario. La confusione nasce proprio dal mischiare alcuni elementi di un’identità omosessuale (pensieri, atti sessuali) con l’orientamento sessuale (l’attrazione sessuale e affettiva verso il proprio sesso).

I SOCE provocano danni o benefici?

Anche in questo caso due idee contrapposte.

Il Narth afferma che possono essere dannose per qualcuno, ma non per la maggior parte delle persone che ne hanno usufruito.
L’APA sostiene che gli studi esistenti non permettono di arrivare a conclusioni certe. E nello stesso tempo nota che i benefici si hanno nei casi in cui la psicoterapia promuove la congruenza con la fede religiosa dei clienti (telic o organismic congruence).

Il credo religioso, insieme ad una personalità rigida, sono determinanti nella scelta di un’identità gay o al suo rifiuto (vale anche per le donne), portando spesso ad un vissuto di disagio, di solitudine, di depressione per cui ci si rivolge ad uno psicoterapeuta chiedendo di “diventare” eterosessuali.

Probabilmente se la spinta conformistica e la pressione dello stigma sessuale fosse ridotta, grazie a campagne informative anti-omofobiche, se si introducessero nelle scuole informazioni corrette sull’omosessualità e si combattessero pregiudizi e ignoranza, il numero di chi da omosessuale vive la sua situazione come negativa e dolorosa, diminuirebbe drasticamente.

E’ quello che afferma l’APA puntando sul modello del minority stress come responsabile delle tante difficoltà affrontate da persone non-eterosessuali. Cosa che il Narth disconosce in modo assoluto.

E tu che ne pensi?

Io penso che la religione, per le persone credenti, occupi un posto rilevante nella loro vita ed è impensabile e sconsigliato poter escludere completamente o contrastare in modo deciso valori tanto importanti. Sarebbe solo dannoso per la persona.

Tuttavia, ritengo che sia importante per ogni psicologo o psicoterapeuta, riuscire a separare nettamente i propri valori individuali e l’obiettivo della psicoterapia, con l’unico intento di aiutare i nostri clienti ad essere più sereni e fiduciosi, stimolando le loro risorse interiori e spingendo per un’integrazione tra valori religiosi (del cliente) e il proprio vero sé, anche se omosessuale.

Concordo in toto con quanto l’APA ha espresso nel suo report “Resolution on Appropriate Affermative Responses to Sexual Orientation di stress and Change Efforts” e che ho qui riassunto:
1)    Informare i propri clienti che non è possibile modificare il loro orientamento sessuale tramite qualunque tipo di psicoterapia.
2)    Mettere in guardia genitori e famiglie su trattamenti di orientamento sessuale che ritraggono l’omosessualità come malattia mentale o disordine dello sviluppo, favorendo la ricerca di psicoterapia e/o servizi di supporto sociale-educativo che forniscano accurate informazioni sulla sessualità e l’orientamento sessuale, incrementando il supporto familiare e scolastico per i minori.

TU invece cosa ne pensi?

Psicologa e Psicoterapeuta, mi occupo di psicologia delle identità sessuali. Fondatrice e Responsabile di Psicologiagay.com, sono consulente e formatrice per associazioni LGBITQ e aziende, pubbliche e private.