Un report sul convegno internazionale “Omosessualità e Psicoterapie”

Bellissimo! Penso che sia stato uno dei più interessanti convegni a cui ho partecipato. Ricco di contenuti e relatori, perfetto nei tempi (è la prima volta che non bisogna troncare le domande per mancanza di tempo), stimolante per le riflessioni.

Eccomi qui sotto insieme a Jack Drescher, M. D. psichiatra e psicoanalista a New York, di cui ho apprezzato molto l’intervento.

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Vorrei raccogliere brevemente alcune idee che mi hanno colpito più di altre.

  • Ho scoperto che in America ci sono ex-gay di professione che intervengono nelle trasmissioni televisive, alle manifestazioni (es. picchettamenti), nelle pubblicità sui quotidiani più conosciuti.  Salvo essere espulsi perchè beccati all’uscita di bar gay.
  • Tanta strada è stata fatta (e tanta ancora è da fare) dal 1869, anno in cui Kertbeny inventò “l’omosessuale”.
  • La logica assurda delle terapie riparative (e purtroppo di tanti psicoterapeuti ancora oggi) che “tentar non nuoce” e che bisogna dare una possibilità ai pazienti che vogliono cambiare il proprio orientamento sessuale.
  • I pazienti che non riescono a cambiare orientamento sessuale non reclamano (“L’ho chiesto io”, “Il terapeuta ha solo tentato di aiutarmi”, “Non voglio che si sappia in giro”).
  • Il principio assoluto (dell’ordine di Dio) per cui Nessuno è gay —> Nessuno nasce gay —-> Nessuno può essere gay —-> Nessuno deve essere gay —–> quindi….Nessuno è gay!
  • I valori sono tutti, sempre e comunque, assoluti, sacri e intangibili?

Sono solo alcuni dei tanti spunti di riflessione che hanno suscitato la mia curiosità e il mio interesse. E voi che ne pensate? Qualcun* di voi era presente al convegno? Sarebbe carino leggere le vostre impressioni a riguardo, magari lasciando un commento qui sotto 🙂

Psicologa e Psicoterapeuta, mi occupo di psicologia delle identità sessuali. Fondatrice e Responsabile di Psicologiagay.com, sono consulente e formatrice per associazioni LGBITQ e aziende, pubbliche e private.