Vieni fuori con le mani in alto!

Ho letto in un articolo su una rivista di musicoterapia americana, di cui non ricordo i dettagli ma che cercherò sicuramente, che ci sono omosessuali e gay.
E non tutti gli omosessuali sono gay, ma tutti i gay sono omosessuali
.

Com’è possibile questo?

Escludendo il fattore genere per cui sono comprese in questa differenziazione anche le lesbiche, l’articolo sottolineava come gli “omosessuali” siano coloro che sono attratt* da persone del proprio sesso ma sono per così dire “velati/e”. I “Gay” al contrario, sia maschi che femmine, sarebbero gli/le omosessuali che invece sono “venuti fuori”, hanno fatto il proprio coming out.

Foto credit: Berkeley University
Foto credit: Berkeley University

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. La parola Coming out deriva dalla frase inglese coming out of the closet (“uscire dal ripostiglio” o “uscire dal nascondiglio”, ma letteralmente “uscire dall’armadio a muro”), cioè “uscire allo scoperto“.
Indica il momento in cui si decide di dichiarare la propria omosessualità a parenti, amici, conoscenti.
Non esiste un solo coming out ma infiniti: ogni volta che sceglierai di parlare a qualcuno del tuo orientamento sessuale sarà un nuovo coming out.

Per qualcuno è un percorso estremamente facile e lineare: viene quasi spontaneo parlare di questa parte importante di sè e si fa così naturalmente da lasciare spiazzati coloro che invece hanno una tremenda paura di farlo.

Per altri il percorso è più articolato e difficoltoso e quasi sempre tempestato di sentimenti ed emozioni negative: paura, timore, vergogna, sensi di colpa.

Perchè farlo allora?

Perchè la sincerità nella vita paga sempre. E dà tante soddisfazioni. Io credo che se si vuole vivere bene, con serenità e gioia è fondamentale essere sinceri con se stess*.

Non sarà facile e la prima reazione che le persone a cui lo dirai potrebbero avere sarà per te una bella bastonata. Ma statisticamente nella maggior parte dei casi (parliamo di quasi il 98%) col tempo le situazioni e le relazioni migliorano e chi ci sta accanto potrà accogliere la tua “nuova identità” senza ucciderti 🙂

Ci sono anche una serie di vantaggi nella scelta di rivelarsi a chi ci circonda:

  • Ti sentirai felice. Giovanni Dall’Orto nel suo libro “Figli diversi” paragona questa situazione ad un sopravvissuto ad un campo di concentramento e sottolinea che “ti chiederai come hai fatto a sopportarlo per tanto tempo“. Generalmente si sprecano tante energie nel nascondersi e inventare nuove bugie ed ora puoi utilizzare le stesse energie per vivere meglio. Occhio però: dirlo a chi ti circonda è solo il primo passo, non risolve di certo tutta la tua vita!
  • Puoi smontare eventuali ricatti. Ci sono persone che potrebbero sfruttare il tuo essere velat* per ricattarti minacciando di rivelare tutto ai tuoi genitori, ai tuoi amici o al tuo datore di lavoro. Come ogni ricatto esplicitare il motivo per cui si è ricattati leva potere al ricattatore. E ti fa sentire liber*.
  • Chiunque apprezza la sincerità. Anche se fa male la sincerità è una qualità apprezzata da chiunque, soprattutto se si tratta del rispetto nei confronti di se stessi. E’ più facile fare battutine davanti a “velat*” che non hanno il coraggio e la forza di controbattere piuttosto che davanti ad una persona omosessuale dichiarata che sa rispondere per le rime.
  • I tuoi rapporti miglioreranno. So che probabilmente non mi crederai ma, dopo la reazione spesso violenta dei familiari, è possibile creare un rapporto basato sulla sincerità e sulla fiducia e nella maggior parte dei casi migliore di quello che c’era prima. Nessuno è uguale ad un altro e questo vale anche per le famiglie e per il singolo rapporto genitori-figl*. Non avere fretta, a volte ci vogliono anni prima che le cose cambino. Ma cambiano sempre in meglio, il peggio è sempre all’inizio.
  • Puoi cambiare il mondo. No, non sto scherzando. Per cambiare il mondo basta cambiare se stessi e poi piano piano coloro che ci circondano. E il tuo parlare con serenità della tua omosessualità stona con l’immagine dell’omosessuale perverso, depravato e cattivo che gli altri hanno in testa, costringendoli a modificare la loro pre-idea o meglio pre-giudizio. Ti pare poco?

Un’avvertenza importante

Sei liber* di scegliere se e quando fare il tuo coming out, non devi sentirti obbligato solo perchè altri tuoi amici l’hanno già fatto o qualcuno ti spinge a farlo. Nè devi farlo semplicemente perchè ora sai di essere omosessuale.

Ma non cercare scuse: nessuno di quelli che ha fatto coming out si è pentito di averlo fatto, sebbene non sia stato a volte così facile come pensava. Può anche capitare che tutto il mondo sappia prima di te che sei omosessuale e questo ti aiuterà quando deciderai di varcare la soglia della tua nuova vita.

Psicologa e Psicoterapeuta, mi occupo di psicologia delle identità sessuali. Fondatrice e Responsabile di Psicologiagay.com, sono consulente e formatrice per associazioni LGBITQ e aziende, pubbliche e private.